Il Vaticano e la Cia ficcano il naso in Wikipedia. Il servizio segreto americano e la Santa Sede si sono mossi per modificare alcune voci dell'enciclopedia telematica. A rivelarlo è la Bbc che parla di un nuovo strumento, progettato dai creatori dell'enciclopedia, per risalire agli indirizzi dei computer da cui avvengono le modifiche. Secondo questo strumento gli 007 e i vaticanisti avrebbero modificato delle voci imbarazzanti o politicamente scorrette.
Interventi giudicati non proprio disinteressati e che sfruttano la peculiarità di Wikipedia, cioè il fatto di essere un'enciclopedia 'open source' in cui tutti possono avere accesso e che tutti, perciò, possono manipolare.
In particolare da un pc dell'agenzia di intelligence americana sarebbe stata modificata la biografia del Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, con l'aggiunta di un'esclamazione a mo' di sbadiglio nel passo che riguarda la sua carriera politica (l'esclamazione 'wahhhhh!' è stata inserita prima di un passaggio sulla campagna elettorale del leader iraniano).. La Cia ha smentito qualsiasi tentativo di sabotaggio.
Da un computer del Vaticano, invece, un'altra mano sconosciuta ha fatto sparire riferimenti imbarazzanti dalla scheda su Gerry Adams, leader del partito cattolico nord-irlandese dello Sinn Fein, braccio politico dell'Ira fino a quando i guerriglieri non hanno deposto le armi. Il sito, chiamato Wikipedia Scanner, è un complesso strumento che permette di individuare le modifiche apportate agli oltre sei milioni di lemmi contenuti in quella che è stata definita 'la nuova frontiera democratica del sapere'.
"Naturalmente non possiamo sapere anche chi ci sia alla tastiera", ha precisato Virgil Griffith, ricercatore del 'California Institute of Technology' che ne è l'ideatore. Dalla scheda di Gerry Adams sono state in particolare cancellate alcune righe che rimandavano a articoli di giornale pubblicati lo scorso anno stando ai quali le impronte digitali del leader cattolico sono state ritrovate su un'auto che nel 1971 venne utilizzata in un duplice omicidio.
Su Wikipedia Scanner, Cia e Vaticano non sono certo i soli nomi illustri a comparire nella lunga 'lista nera' dei manipolatori occulti della celebre enciclopedia online. Ci sono governi (Usa e Portogallo), multinazionali (Microsoft) organizzazioni internazionali (Onu, Amnesty International) e il 'gotha' dei 'media' (BBC, New York Times, Reuters).
Bush, il più bersagliato A volte i 'ritocchi' sono veri e propri interventi a gamba tesa per far sparire dal web informazioni scomode, in altri casi sono chiaramente opera di qualche dipendente in vena di scherzi. Una delle schede prese maggiormente di mira è quella del presidente americano George W. Bush. Da un computer dell'agenzia Reuters qualcuno ha aggiunto la poco esaltante qualifica di 'omicida di massa' alle note biografiche del capo della Casa Bianca. Da un Pc della BBC, qualcun altro ha modificato il secondo nome del presidente Usa da 'Walker' in 'wanker', termine estremamente volgare che in inglese denota una persona abitualmente dedita all'autoerotismo.
Sempre da un computer della BBC la scheda dell'ex premier britannico Tony Blair e' stata integrata con espressioni che lo qualificano come ubriacone e maniaco sessuale. Da un Pc delle Nazioni Unite è stata presa di mira la compianta giornalista italiana Oriana Fallaci, sulla cui scheda sono state inserite ingiurie varie tra cui quella di 'razzista'.
Lo Scanner e' stato salutato con favore dalla casa madre di Wikipedia. "Noi siamo per la trasparenza più assoluta - ha detto un portavoce - e questo strumento per così dire ci fa salire di livello". Comunque, su circa 5 milioni di modifiche scoperte dal nuovo strumento messo a punto dai tecnici di Wikipedia, la stragrande maggior parte sono servite a correggere errori o imprecisioni. Piccoli cambiamenti anche alle biografie di Porter Goss, ex direttore della Cia, e della famosa presentatrice Ophrah Winfrey.
Soggetta regolarmente ad accuse di imprecisione e scarsa affidabilità, Wikipedia continua in ogni caso a crescere. E' pubblicata in varie lingue e dialetti (tra cui il siciliano e il napoletano) ed è tra i 10 siti più cliccati del mondo.
A pochi giorni dal grande esodo, anche il Vaticano punta il dito contro l'autostrada Salerno- Reggio Calabria, descritta come un interminabile cantiere. "Protesto come utente e cittadino: l'A3 è stata un'esperienza al limite del sopportabile. - ha detto il cardinale Martino, presidente del Pontificio Consiglio che si occupa di mobilità umana - E' una via crucis, la gente del Sud deve ribellarsi e i politici intervengano".
Deviazioni continue, interruzioni, code interminabili sotto il sole cocente e impossibilità di programamre una sosta o un ristoro. La Salerno-Reggio Calabria si presenta così agli occhi del Cardinale che accusa politici e cittadini. "Dove sono i politici? - si chiede il religioso, salernitano di nascita, in un'intervista sul Corriere - E noi meridionali, possibile che non riusciamo ad esigere un minimo di rispetto da chi ci governa?".
In Vaticano il cardinale si occupa della "mobilità umana" e di strade e e autostrade se ne intende. "In quell'autostrada è impossibile il rispetto di nessuna norma di umanizzazione. - spiega - Tutti sono nella stessa situazione di sofferenza che accentua la reciproca aggressività". Come migliaia di turisti in viaggio sulla A3, lungo i 200 Km che ha percorso il responsabile del Vaticano ne ha viste di tutti i colori. "Le interruzioni si susseguono una dopo l'altra e si alternano a deviazioni per strade piccole e scomode, che costringono a salire sul monte o a scendere a valle", ha aggiunto. A preoccupare il cardinale sono soprattutto le condizioni di sicurezza e la mancanza totale di soste per emergenze o ristori.
I disagi sono dovuti ai lavori di ampliamento delle corsie iniziati nel 1997 e la situazione è molto critica soprattutto in estate in concomitanza del grande esodo vacanziero. "Non so neanche cosa stanno facendo, ma avendo mantenuto una casa a Salerno mi sono trovato negli anni a ripetere tante volte quella terribile esperienza e per me e per tutti gli utenti di quell'arteria è come se l'opera non fosse mai stata terminata, da quando fu decisa nel 1961. - ha precisato il cardinale Martino - Quanto devono durare ancora i cantieri inaugurati dieci anni addietro?".
Il responsabile del Vaticano poi punta il dito contro i politici e i cittadini. "Me la prendo con i politici e poi con le stesse popolazioni meridionali. - dice- E' mai possibile che non si riesca a ultimare quell'opera? Non è evidente che ogni cantiere nasconde un losco affare? Che c'è l'interesse di tanti a mandare in lungo l'impresa?". Ma cosa può fare la gente? Chiara la presa di posizione del cardinale, che invita il Sud a ribellarsi. "Un popolo ha i governanti che merita - spiega - Li incalzi questi politici, pretenda il rispetto degli impegni, si scrolli di dosso la rassegnazione".Tratto da : http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo372318.shtml
Il Vaticano ha pubblicato un vademecum per istruire adeguatamente gli automobilisti cristiani. Si intitola "Orientamenti per la pastorale della strada" e tratta dei comportamenti da utilizzare al volante. Tra gli argomenti trattati l'abuso di alcol e droghe, il problema della sonnolenza e la revisione del veicolo. Ma anche le imprecazioni e bestemmie nel traffico e l'uso del cellulare durante la guida.
Il documento di 59 cartelle è indirizzato a "vescovi, sacerdoti, religiosi e operatori pastorali per un ulteriore passo verso una pastorale sempre più attenta a tutte le espressioni della mobilità umana". Ricco di esempi e generoso nei dettagli, il testo parte dai testi sacri e dagli insegnamenti del magistero ecclesiastico per sottolineare che "per il fedele, anche la strada diventa cammino di santità". "Chi conosce Gesù Cristo è prudente sulla strada", vi si legge. "Non pensa soltanto a sé e non è sempre assillato dalla fretta di arrivare.
Vede le persone che lo accompagnano per strada, ognuna con la propria vita, il desiderio di arrivare, e i propri problemi. Le vede tutte come fratelli e sorelle, figli di Dio. è questo l`atteggiamento che connota l'automobilista cristiano". Gli "Orientamenti per la pastorale della strada", pubblicati da uno specifico dicastero vaticano, il Pontificio consiglio della Pastorale per i migranti e gli itineranti, non tralasciano alcun aspetto del buon comportamento stradale a partire da una convinzione: "E' attestato che una delle radici di molti problemi inerenti al traffico è di ordine spirituale".
Oltre a stigmatizzare l'imprudenza e l'irresponsabilità al volante (dietro cui si può celare "evasione dalla quotidianità", "istinto di dominio" e "vanità ed esaltazione personale"), il documento stigmatizza, ad esempio, "mancanza di cortesia, gestacci, imprecazioni, bestemmie, perdita del senso di responsabilità, violazioni deliberate del Codice della strada".
"Certamente non si comporta secondo prudenza chi si distrae, alla guida, con il telefonino o con la televisione", tiene a precisare il testo, che critica anche la mancata reivisione dei veicoli, l'uso di alcol e droghe, la sonnolenza quando si sta al volante. "Vi è il pericolo derivante dalle minimacchine (citycars), affidate a giovanissimi e adulti privi di patente - si legge ancora - e quello dell`uso spericolato dei ciclomotori e delle moto".
Non manca, infine, un accenno a tematiche più esplicitamente religiose. Il dicastero vaticano ricorda i Santi protettori dei viaggiatori e "l'importanza del segno della croce, fatto prima di iniziare un viaggio" col quale "ci rimettiamo direttamente alla protezione della Santissima Trinità". Quanto al proseguimento del viaggio, "si potrà con frutto anche pregare vocalmente, alternandosi specialmente, nella recitazione, con chi ci accompagna, come per la recita del Rosario che, per il suo ritmo e la sua dolce ripetizione, non distrae il conducente".
Infine, il Vaticano ricorda con lode "le cappelle (fisse o mobili) lungo le autostrade", le "liturgie celebrate periodicamente nei grandi nodi stradali, in autogrill e nei parcheggi per autocarri", ma anche "i luoghi di vendita di oggetti religiosi o i centri di attenzione e d'informazione cristiana per viaggiatori e operatori, nelle stazioni ferroviarie e dei pullman".
A presentare il documento, nella sala stampa vaticana, sono stati il cardinale Renato Raffaele Martino e monsignor Angelo Marchetto, rispettivamente presidente e segretario del Pontificio consiglio della Pastorale per i migranti e gli itineranti.
E' padre di una bimba di tre anni il parroco che veglia sulle vacanze valdostane dei papi
AOSTA (31 maggio) - Don Paolo Curtaz, il parroco che nel 2005 ricevendo nella sua parrocchia di Introd in Val d'Aosta papa Benedetto XVI disse: «Santità, stia attento, perché in questo periodo sono io il suo parroco», è padre di una bimba di tre anni. Don Curtaz, 41 anni, ha rassegnato le dimissioni dall'incarico di parroco. Il vescovo di Aosta, Giuseppe Anfossi, gli ha concesso «un anno di riflessione», nel corso del quale il sacerdote non potrà esercitare il ministero pubblicamente. La paternità del sacerdote è stata rivelata oggi dal quotidiano La Stampa. Al giornale il prete ha detto ha detto: «non voglio gettare la tonaca, ma voglio poter capire con serenità se tornare a fare il parroco; resterò in Valle d'Aosta».
Don Paolo Curtaz, insieme a un altro sacerdote reggeva le sorti di cinque parrocchie di montagna per un raggio di circa 300 chilometri quadrati. Tante le iniziative da lui avviate per mantenere sempre un filo diretto: inviava circa quattromila e cinquecento prediche settimanali via web, poi tre minuti a settimana di Vangelo via radio, ritiri spirituali per coppie anche in crisi, accanto alla normale attività di catechismo e animazione spirituale. Molto noto in Valle per la sua dinamicità e capacità di coinvolgere i fedeli, don Paolo Curtaz era stato anche il protagonista di uno spot televisivo per la campagna dell'otto per mille da devolvere alla Chiesa.
Quando nel 2005 Curtaz accolse il pontefice, in arrivo a Les Combes per le vacanze, con quella battuta, Benedetto XVI replicò pronto: «Sarò un parrocchiano obbediente». Analoga battuta scherzosa don Curtaz la fece dando il benvenuto nel 2004 a Giovanni Paolo II, tornato a Les Combes di Introd per il riposo estivo: «Santità, deve stare attento, perché per quindici giorni sarò il suo parroco».
«Don Paolo è tenuto a tutti gli obblighi sacerdotali anche se no può esercitare pubblicamente il ministero; per il resto non abbiamo nulla da aggiungere se non precisare che sulla questione sono state scritte delle inesattezze», ha detto la Curia di Aosta. La Curia ha ribadito che «don Paolo non è sospeso» e che la sua condizione di papà non lo pone in condizioni inconciliabili con il ministero sacerdotale; inconciliabilità che sussiste, invece, in caso di convivenza. «Aiuteremo don Paolo - hanno ribadito dalla Curia - in questo suo percorso per pensare e decidere sul ministero del sacerdozio». Ribadiscono ancora dalla Curia: «don Paolo non è sospeso; è stata accolta la sua richiesta di lasciare la guida delle parrocchie e poter riflettere».
«Non voglio esprimere giudizi, ma sono cose che fanno molto male», ha commentato il sindaco di Introd, Osvaldo Naudin, già parrocchiano di don Paolo Curtaz, che si è detto dispiaciuto per la questione che ha per protagonista il parroco con il quale ha condiviso l'ospitalità estiva di due papi. Se il sindaco dice poco, meno ancora parlano i parrocchiani che si trincerano in un secco: «non sono cose che ci riguardano; sono questioni private che rientrano nella sfera strettamente personale».
Don Marco Dessì, ha scelto il rito abbreviato e ha avuto una riduzione di un terzo Dovrà risarcire le sue vittime con 100 mila euro ciascuno
Parma, 12 anni al missionario pedofilo Abusava dei bambini in Nicaragua
PARMA - Dodici anni di reclusione con rito abbreviato per don Marco Dessì, il missionario sardo accusato di abusi sessuali nei confronti di minori e detenzione di materiale pedopornografico.
Il Gup del Tribunale di Parma Roberto Spanò ha riconosciuto il sacerdote colpevole di tutte le accuse che sono state mosse dalla procura parmigiana. La sentenza tiene conto dello sconto di pena di un terzo previsto dal rito abbreviato con il quale il missionario di 59 anni è stato giudicato.
La Pm Lucia Russo, che ha coordinato le indagini dei carabinieri del comando Provinciale di Parma e ha sostenuto in aule le accuse, aveva chiesto una condanna a 16 anni di reclusione. Le motivazioni saranno depositate entro quindici giorni. Alla lettura del dispositivo, Dessì, presente in aula, non ha avuto alcun tipo di reazione.
Ai tre ex ragazzi del coro del Gestsemani, vittime degli abusi perpetrati dal sacerdote e oggi tutti maggiorenni, il Gup ha riconosciuto una provvisionale "immediatamente esigibile" di 100 mila euro ciascuno.
I ragazzi si erano costituiti parti civili attraverso l'avvocato reggiano Marco Scarpati, che rappresentava in giudizio anche le associazioni 'Rock no war' di Modena, 'Solidando' di Cagliari e il Comune di Correggio (Reggio Emilia). Le due associazioni di volontariato per anni avevano aiutato don Dessì nella raccolta dei fondi da destinare alla missione 'Betania', creata dal sacerdote a Chinandega una poverissima città del Nicaragua. Il sacerdote venne arrestato alla fine del 2006 al rientro in patria a Cagliari per farsi curare da una grave malattia.
Proprio dalle denunce raccolte in Nicaragua dai volontari italiani sono partite le indagini della procura parmigiana. Le violenze sessuali contestate al sacerdote (da mesi sospeso a divinis dal Vaticano) si riferiscono a ad abusi commessi a metà degli anni '90 su piccoli componenti del coro fondato da Dessi'.
Quella per il sacerdote è "una pena severa che deve essere accolta con rispettò", ha detto la Pm Russo. L'avvocato Romano Corsi, che assiste Dessì assieme al collega cagliaritano Pierluigi Concas, ha già annunciato che la difesa ricorrerà in appello appena preso visione delle motivazioni della sentenza.
Prima di essere ricondotto in carcere, Dessì, come ieri sera, ha ricevuto il saluto e l'incoraggiamento di alcuni amici e sostenitori. "Abbi fede, Marco", hanno gridato al sacerdote mentre questi montava sul cellulare che lo avrebbe ricondotto nel carcere di via Burla.
ORMAI NON CI STUPISCE + ... MA SARA' QUALCOSA IN + DI UNA VOCE VISTO CHE SE NE SENTONO TROPPE ORMAI? TRA L'ALTRO IL VIDEO DEL POST PRECEDENTE E' DIVENTATO ABBASTANZA NOTO IN QUESTI GIORNI QUINDI D' + CHE MAI DI ATTUALITA' ... X CHI VUOLE SAPERNE DI PIU' CMQ C' E' ADDIRITTURA UN DATABASE RELATIVO AI PRELATI ACCUSATI / CONDANNATI DI PEDOFILIA NEGLI USA ... MENTRE QUI IN ITALIA STRANAMENTE NON SONO NOTI I NOMI DI QUESTI ....
QUESTO ARTICOLO PARLA DEL VIDEO RELATIVO AL POST PRECEDENTE ... OVVERO AL SEX CRIME VATICANO
Il giornalista in dirittura d'arrivo per l'acquisto del documentario sui preti pedofili Landolfi: "Cappon lo fermi, la Rai non è un plotone d'esecuzione contro la Chiesa"
Video della Bbc, Santoro spacca la Vigilanza "Non c'è nulla che possa impedirmelo"
Rifondazione: "Censura preventiva, sono esortazioni inaccettabili" Lainati (Fi): "Vendetta della sinistra estrema contro il Family Day"
ROMA - Di notizie ufficiali "in senso contrario" non ne ha ancora ricevute. Quindi, "essendo ogni cosa a posto dal punto di vista dell'iter burocratico aziendale, mi aspetto che domattina vada tutto a posto". Michele Santoro fa il punto sulla sua richiesta di acquisto ("Per la quale non ho bisogno di autorizzazioni particolari") dell'inchiesta Sex Crimes and the Vatican, intorno al quale vuole costruire una puntata del suo Annozero. Ovvero il documentario mandato in onda nel 2006 dalla Bbc e diffuso su internet nelle settimane scorse, tanto da diventare un vero fenomeno della Rete, grazie anche alla traduzione con sottotitoli in italiano. Un film (che la Cei ha già bollato come "infame calunnia") che racconta alcuni casi di pedofilia che coinvolgono ecclesiastici negli Stati Uniti, in Irlanda e in Brasile, e soprattutto mostra il ruolo avuto, nell'insabbiare gli scandali, dall'allora cardinale Joseph Ratzinger.
La questione agita la Rai. Il presidente della commissione di Vigilanza, Mario Landolfi (An), appreso che "la direzione generale si accingerebbe a esaminare la proposta d'acquisto" del documentario, auspica che il direttore generale dell'azienda, Claudio Cappon, "non aderisca alla richiesta" del giornalista: lasci pure a Santoro "la palma del martirio - dice Landolfi - ma eviti di trasformare il servizio pubblico radiotelevisivo in un plotone mediatico di esecuzione pronto a fare fuoco sulla Chiesa e sul Papa".
Un'esortazione "inaccettabile", replicano Giovanni Russo Spena e Gennaro Migliore, capigruppo di Rifondazione in Parlamento e membri della stessa Vigilanza, che definiscono quella di Landolfi "censura preventiva" e osservano che "se dovessimo accettare imposizioni da parte delle gerarchie ecclesiastiche su questo terreno, sarebbe davvero gravissimo". Il consigliere Sandro Curzi non dà giudizi sul documentario "perché non l'ho visto ma della Bbc mi fido molto: siamo un Paese strano, si loda sempre la Bbc e se ne fa un esempio per la Rai poi, appena si dice che Santoro vorrebbe usare questa inchiesta, le polemiche scoppiano in anticipo".
Addirittura parla di "vendetta per il Family Day" il capogruppo di Fi in Vigilanza, Giorgio Lainati, che lancia l'allarme sul "livello di strumentalizzazione" della vicenda e sul fatto che "la sinistra comunista ha da tempo scatenato, sui media, in particolare nei programmi dei loro fiancheggiatori nella Rai, un'offensiva anticlericale su più fronti. Evidentemente - deduce Lainati - l'enorme successo del Family Day ha scatenato la sete di vendetta degli ambienti della sinistra più estrema".
Intanto, Santoro ribadisce: "Gli ok di prammatica per questo tipo di acquisto ci sono tutti e, dal mio punto di vista, non c'è nulla che possa impedirlo". Di fatto il giornalista, che ha il grado di direttore (ad personam) ed è responsabile editoriale della trasmissione, in onda il giovedì su RaiDue, può procedere a simili acquisti - si parla di una cifra di 20 mila euro - in forma autonoma, solo espletando una procedura burocratica.
Si è parlato di un nulla osta da parte di Antonio Di Bella, direttore del Tg3, che ha la vigilanza su Annozero ma solo relativamente all'applicazione della par condicio in questo periodo pre-elettorale (visto il rifiuto di Mauro Mazza, direttore del Tg2, cui sarebbe spettata per contiguità di Rete). Il nulla osta, quindi, può riguardare solo il fatto che il documentario della Bbc non influisce sugli equilibri della par condicio, ma non può avere relazioni con i suoi contenuti o, tanto meno, sulla valutazione se trasmetterlo o no. Valutazione editoriale che solo il direttore generale può assumersi.
COME OGNI COSA CHE POSSA IN QUALCHE MODO INFANGARE IL NOME DI QUALCHE POTENTE O CMQ POSSA FAR RIFLETTERE LE PERSONE ... SI PASSA ALLA CENSURA !!!! CHE SIA VERO O NO E' CMQ GIUSTO CHE SE NE PARLI E SI RIFLETTA ANZICHE' FAR CADERE TUTTO NEL DIMENTICATOIO SPERANDO CHE SI SAPPIA POCO O NIENTE A RIGUARDO
Ecco un video-documentario mai trasmesso in Italia fatto dalla BBC sulla pedofilia all'interno della chiesa. Il servizio è un pò lungo ma se avete tempo ( e pelo sullo stomaco) non perdetevelo assolutamente
Se volete invece vedervelo con calma qui è diviso in 3 parti
E' cominciata nella seconda maggiore città della Turchia la manifestazione indetta dai partiti dell'opposizione contro la deriva filoislamica del premier Ergodan
Smirne, un milione e mezzo in piazza "La Turchia è laica e lo rimarrà"
SMIRNE - Oltre un milione e mezzo di persone sono scese in piazza stamane a Smirne per protestare contro il governo filoislamico del premier Tayyp Erdogan, in vista delle elezioni di luglio. In giornata i manifestanti dovrebbero arrivare a due milioni, ritengono gli organizzatori, nonostante l'attentato di ieri che ha provocato la morte di un uomo e il ferimento di altre 14 persone. L'attentato al momento non è stato rivendicato.
Le strade e gli edifici della seconda città più grande del Paese sono state coperte da un mare di bandiere rosse e di ritratti di Mustafa Kemal Ataturk, il fondatore del moderno Stato secolare. "La Turchia è laica e rimarrà laica - dicono i manifestanti - no alla shaaria (il diritto islamico)". A seguire la manifestazione ci sono 3.000 poliziotti.
Anche in mare ci sono migliaia di imbarcazioni da pesca e da diporto con grandi bandiere turche. Da un traghetto è sbarcato anche Deniz Baykal, leader del maggiore partito di opposizione (il Chp, socialdemocratico), che è fortemente maggioritario a Smirne, definita dai devoti musulmani "la città infedele".
L'opposizione spera che la manifestazione cementi i partiti contrari a Erdogan, in vista delle lezioni del 22 luglio, che il premier è stato costretto a indire dopo le fortissime proteste che hanno impedito la nomina a presidente del candidato da lui proposto, il ministro degli Esteri Abdullah Gul.
Infatti, spiega un docente dell'Università di Ankara, Dogu Ergil, "molti giovani non si sentono rappresentati dai partiti dell'opposizione. Non sanno per chi votare. E' questa la sfida per l'opposizione".
Smirne, un centro importante anche per il turismo, è da sempre per tradizione una città secolarista e filo-occidentale.
ECCO UN INSEGNAMENTO DI CIVILTA' ... PROPRIO DA UN PAESE A MAGGIORANZA ISLAMICA ... CHE PER NOI DI "CULTURA" OCCIDENTALE SONO X LUOGO COMUNE DEGLI ESTREMISTI CON CULTURA E CIVILTA' ARCAICA CI HANNO INVECE DATO UNA LEZIONE DI CIVILTA' COME POCHE ALTRE VOLTE ... LA DIFESA DI UNO STATO LAICO CHE A QUANTO PARE E' UN BENE PREZIOSO ... COSA CHE QUI IN ITALIA NON SEMBRIAMO COMPRENDERE
Alcune migliaia di persone a piazza Navona per il 'Coraggio laico' "Tutte le famiglie sono uguali, senza differenze tra matrimonio civile o religioso"
Boselli: "Noi difendiamo i diritti di tutti" E' polemica per l'assenza dei Ds
Bonino: "Se io fossi in Fassino mi porrei un problema dopo questa giornata" Cecchi Paone: "A S. Giovanni un milione di bottiglie d'acqua. Se qui morite di seta è colpa di Veltroni"
ROMA - I numeri sono decisamente inferiori a quelli di piazza San Giovanni, 12.000, qualcuno dice 20.000 persone, ma le motivazioni del 'Coraggio laico' sono altrettanto forti. "Qui a Piazza Navona si difende la laicità dello Stato, un valore comune a tutti, cattolici e non credenti'', ha sottolineato il segretario dello Sdi Enrico Boselli, aggiungendo che invece a Piazza San Giovanni va in scena ''una manifestazione politica contro una legge dello Stato sulle unioni di fatto''. Quindi, ''vi è una grande distanza tra noi e loro'', una contrapposizione ''non tra guelfi e ghibellini, ma tra laici e clericali''.
Pur rifiutando la denominazione di 'contromanifestazione', i promotori del Coraggio Laico, tra i quali, oltre a Boselli, diversi esponenti dei Radicali, Verdi, Pri, Psdi, Prc, Pli, hanno voluto tracciare una netta linea di demarcazione con la manifestazione del Family day. "Tutte le famiglie sono uguali, senza differenze tra matrimonio religioso, civile o unioni di fatto, perché questa è la realtà del Paese, e di questo bisogna prenderne atto'', ha ribadito Boselli.
Quella di piazza Navona era stata annunciata come una manifestazione di commemorazione del 33° anniversario del referendum sul divorzio, ma questo non è bastato a evitare le polemiche, innanzitutto con il partito di riferimento del governo, i Ds. "Che i Ds ci abbiano lasciati soli non è una affermazione ma una constatazione", ha detto il ministro delle Politiche Comunitarie Emma Bonino, che ha anche aggiunto: "Se io fossi in Fassino mi porrei un problema dopo questa giornata. Il problema è suo, del suo partito e dei suoi elettori".
Altrettanto critico Boselli: ''Mi dispiace l'assenza dei Ds e avrei fortemente voluto Piero Fassino, perché due anni fa si è impegnato e abbiamo fatto insieme una battaglia sul referendum. Non capisco quindi la ragione per cui non debba esserci oggi qui''.
Toni polemici anche verso la differenza di trattamento tra le due manifestazioni: "Il sindaco Veltroni ha messo a disposizione dei pii pellegrini che sono a piazza San Giovanni un milione di bottiglie d'acqua. Se qui morite di seta è colpa sua", ha detto dal palco di piazza Navona il conduttore Alessandro Cecchi Paone. "Andatevela a comprare l'acqua", ha tagliato corto il giornalista delle Iene, Enrico Lucci, in quel momento sul palco al fianco di Cecchi Paone.
Di ben altre disuguaglianze ha parlato il segretario dei Radicali italiani, Rita Bernardini: ''Chi non giura amore eterno dinanzi a un sacerdote o a un sindaco, non ha diritto a una tutela? E i bambini che nascono dalle coppie di fatto?''. "Da laica - ha aggiunto - riconosco i diritti della famiglia tradizionale, anzi, sostengo che bisognerebbe abbassare le tasse, perché sono le più tartassate''.
Il segretario di Rifondazione Comunista, Franco Giordano, ha sottolineato che ''la laicità dello Stato è a rischio'', perché ''ci sono forze che puntano non a mediare ma ad essere legittimate dalle gerarchie ecclesistiche''. Il risultato è ''una deriva, che va bloccata''. Mentre il leader dei Verdi e ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha ribadito che quella di piazza Navona è ''un'iniziativa in sintonia con quelle del governo, in occasione di una grande vittoria laica. Sorprende, piuttosto, che alcuni colleghi ministri vadano a una manifestazione contro un'iniziativa dell'esecutivo, ovvero i Dico''.
Alla manifestazione anche il ministro della Ricerca, Fabio Mussi, leader della Sinistra democratica, che ha spiegato come la sua presenza sia legata al sostegno di tre parole: ''Libertà, accoglienza e rispetto''.
NON ERA CERTO DA MERAVIGLIARSI CHE SI SAREBBE PARLATO BEN POCO DI QUESTA MANIFESTAZIONE E MOLTO DI PIU' DELL'ALTRA
POI DAI MEDIA CERTO NON C'ERA DA MERAVIGLIARSI DEL FATTO CHE SE A S.GIOVANNI CI STAVANO 100.000 PERSONE SE NE SAREBBERO DETTE 1.000.000 E DALL'ALTRA SE CE N'ERANO 20.000 SI SCENDEVA A 10.000 SCARSI MA CMQ IL CONCETTO ESPRESSO
ERA LA COSA IMPORTANTE ... OVVERO LA DIFESA DI UNO STATO LAICO PREVISTO DALLA COSTITUZIONE MA MAI APPLICATO , BELLE LE PAROLE RILASCIATE DA CHI E' INTERVENUTO PECCATO NON CI SIA STATO ANCHE IL SUPPORTO DELLA MAGGIOR PARTE DEGLI AGNOSTICI MA ALMENO ... QUESTA E' STATA LA MANIFESTAZIONE DI CHI VUOLE VERAMENTE UGUAGLIANZA E LIBERTA' X TUTTI
VI RIPORTO QUANTO MI E' ARRIVATO TRAMITE MAILING LIST .... CON I DOVUTI RIFERIMENTI DOVE POTETE TROVARE QUANTO SEGUE :
Conferenza: Il processo contro la Chiesa cattolica sulla non esistenza di Cristo
Non esistenza di Gesù.
Conferenza pubblica
di Luigi Cascioli, studioso
di Storia del cristianesimo
“Il processo contro la Chiesa cattolica
sulla non esistenza di Cristo”
Venezia, Mercoledì 16 maggio 2007 alle ore 17,30
Scoletta dei Calegheri - S. Tomà
Relatore
Luigi Cascioli
Studioso di storia del cristianesimo
illustrerà le prove dimostranti la “Non esistenza storica di Gesù”
Pubblico e giornalisti (senza bavaglio) sono invitati
Seguirà dibattito - Ingresso libero
Cristo non è mai esistito
Il Tribunale dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo accetta il ricorso di Luigi Cascioli
Strasburgo – Luigi Cascioli, dopo aver dimostrato in maniera indiscutibile nel libro denuncia "La Favola di Cristo - Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Gesù" che i fatti presentati come veri dalle sacre scritture sono in realtà dei falsi, primi fra questi quelli inerenti la figura di Gesù, detto il Cristo, che è stata costruita sulla persona di certo Giovanni di Gamala, figlio di Giuda il Galileo della Casta degli Asmonei, sedicente discendente della stirpe di Davide, conclude i suoi studi con una denuncia contro la Chiesa Cattolica, nella persona di Don Enrico Righi, parroco-rettore della ex Diocesi di Bagnoregio di Viterbo, per abuso della credulità popolare (Art. 661 C.P.) e sostituzione di persona (Art. 494 C.P.) Il ricorso di Luigi Cascioli, promotore della denuncia contro la Chiesa cattolica, nella persona di un suo ministro, è stato accettato dalla commissione esaminatrice del Tribunale dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, protocollato sotto: CASE N° 14910/06 Cascioli v ITALY. Oggetto: Cristo non è esistito. A breve si aprirà il processo. www.luigicascioli.it
Cittadini e studenti sono invitati a partecipare alla quarta conferenza del ciclo: "Riscopriamo l'illuminismo: cinque incontri su Scienza, Ragione, Laicità". La conferenza dal titolo: "Il processo contro la chiesa cattolica sulla non esistenza di Cristo" sarà tenuta da Luigi Cascioli, studioso di storia del cristianesimo. La conferenza sarà presentata da Giandomenico Beltrame socio del circolo Uaar di Venezia. Attilio Valier, coordinatore del circolo Uaar di Venezia. Comitato di presidenza: Laura Balbo, Carlo Flamigni, Margherita Hack, Danilo Mainardi, Piergiorgio Odifreddi, Pietro Omodeo, Floriano Papi, Valerio Pocar, Emilio Rosini, Sergio Staino. www.uaar.it
Rilascio interviste, commenti e altro tel. 0761910283 - 3393188116
Informazioni su Conferenza di Venezia tel. 0415281010
Nella foto, attorniato dalla stampa internazionale, il cristologo Luigi Cascioli autore del libro denuncia:
“La favola di Cristo – Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Gesù”
“Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li gettera' via. La sola divulgazione di per se' non e' forse sufficiente,
ma e' l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri”. Joseph Pulitzer (1847-1911) Fondatore Premio Pulitzer
Sull'aereo che lo sta portando in Brasile, Benedetto XVI ricorda che la scomunica che i vescovi messicani hanno indicato come sanzione per i politici favorevoli alla liberalizzazione dell'aborto a Città del Messico "non era una cosa arbitraria" bensì "prevista dal Codice di diritto canonico. Sta nel diritto - ha detto il Papa - che l'uccisione di un bimbo è incompatibile con il nutrirsi del corpo di Cristo".
Il Pontefice ha anche ricordato la ''grande lotta della Chiesa per la vita, di cui Giovanni Paolo II ha fatto un punto fondamentale del suo pontificato'' e ha sottolineato che ''questo messaggio che la vita è un dono e non una minaccia, messaggio che sta alla radice di queste legislazioni'' dev'essere rilanciato dalla Chiesa.
"La Chiesa non fa politica" ''La Chiesa come tale non fa politica, rispettiamo la laicità, ma la Chiesa indica le condizioni in cui i problemi sociali possono maturare''. Lo ha detto il Papa, aggiungendo che quella della Chiesa ''è una missione religiosa, ma apre a soluzione dei grandi problemi sociali''.
CERTO CHE NON FA POLITICA ... CIRCUISCE I POLITICI ED I FEDELI VOTANTI E X NON PERDERE VOTI .... CI SI PIEGA CON FACILITA' E' UNA SEMPLICE AZIONE DI RIFLESSO MA CMQ IL NON FARE POLITICA NON MI PARE SI SPOSI A MERAVIGLIA CON LE MIGLIAIA DI DICHIARAZIONI LASCIATE SUI DICO AD ESEMPIO O SULL'EUTANASIA VISTI I CHIARI RIFERIMENTI ALLA CLASSE POLITICA
Il Papa preoccupato dalle "sette" in America Latina La diffusione delle sette pentecostali in America Latina è ''nostra comune preoccupazione e l'assemblea generale dei vescovi vuole trovare risposte convincenti per questo, e gia' si lavora a questo''. Queste formazioni religiose dimostrano ''che c'è sete di Dio, che le persone vogliono essere vicine a Dio e che cercano un appoggio dal cristianesimo per la soluzione dei loro problemi di vita''. ''Dobbiamo - ha proseguito - divenire più missionari o più dinamici nell'offrire risposte alla sete di Dio, anche i poveri vogliono Dio vicino a loro, e noi siamo consapevoli che oltre ad annunciare il messaggio cristiano, dobbiamo aiutarli a trovare condizioni di vita giuste, micro e macroeconomiche, e rispondere a tutte le esigenze della giustizia''.
NON SARA' FORSE IL CASO DI GUARDARSI ALL'INTERNO PRIMA DI ANDARE A VEDERE AL DI FUORI CHE SUCCEDE? SE C'E' TANTO ALLONTANAMENTO DALLA CHIESA PROPRIO IN UNA DELLE ZONE DEL MONDO COL MAGGIOR NUMERO DI FEDELI PRATICANTI?
"Romero merita la beatificazione" Per il Papa, Oscar Arnulfo Romero è un ''grande testimone della fede'' e Benedetto XVI non dubita ''che la sua persona meriti la beatificazione''. Interpellato sul processo di beatificazione del vescovo salvadoregno assassinato dagli squadroni della morte, il Papa ha risposto di non avere le ''ultime informazioni sul lavoro della congregazione competente'' ma di sapere che ''vanno bene avanti''. Ha poi indicato come ''molto importante'' la biografia su Romero scritta da monsignor Vincenzo Paglia. ''E' un lavoro molto importante - ha detto - che chiarisce molti punti: non è in questione che sia un grande testimone della fede, delle virtu' cristiane, che si è impegnato per la pace e contro la dittatura, è stato ucciso durante la consacrazione, si tratta quindi di una morte di testimonianza della fede''. E il Papa ha pero' precisato che ''c'era il problema che una parte politica voleva prendere ingiustamente per sé questa figura, non dubito che la persona stessa meriti la beatificazione''. Il Papa ha aggiunto: ''Io aspetto le conclusioni della Congregazione per la cause dei santi''.
OTTIMA AZIONE MEDIATICA E PUBBLICITARIA PROPRIO IN AMERICA LATINA ... VEDI PARAGRAFO PRECEDENTE
"Legittimo il dibattito sulla teologia della liberazione" Nella Chiesa ''c'è spazio per un dibattito legittimo su come creare le condizioni per la liberazione umana e su come rendere efficace la dottrina della Chiesa e indicare le condizioni umane e sociali, le grandi linee in cui i valori possono crescere''. Benedetto XVI ha osservato che ''è profondamente cambiata la situazione'' in cui la teologia della liberazione è nata: ''E' evidente che i facili millenarismi che credono di poter realizzare da una rivoluzione le condizioni per una vita completa, erano sbagliati, questo ora lo sanno tutti e il punto è come la Chiesa debba essere presente nella lotta per la giustizia: su questo si dividono teologi e sociologi''. Il Papa ha anche precisato che ''come Congregazione abbiamo cercato di fare un'azione di discernimento per liberarci dei falsi millenarismi e della politicizzazione''.
IL DIALOGO SI PUO' SEMPRE FARE ED E' BEN ACCETTO ... A PATTO CHE SIATE DACCORDO CON LA CHIESA ALTRIMENTI SCOMUNICA :D
P.S. CHISSA' SE IN BRASILE SFRUTTERA' L'OCCASIONE ANCHE X ANDARE A TRANS
Alla clinica Mangiagalli, fiore all'occhiello dell'ostetricia milanese e roccaforte di tante battaglie abortiste, i crocifissi appesi nelle stanze sono stati sostituiti dall'immagine della Madonna col bambino, gradita alle donne musulmane. La decisione è stata presa dalla direzione sanitaria per evitare polemiche e nel rispetto di tutte le religioni, vista l'alta percentuale di pazienti immigrate.
Appellandosi al rispetto di tutte le religioni, Basilio Tiso, direttore sanitario, ha spiegato al quotidiano "La Repubblica": "Con più di due mila donne, di etnie e religioni diverse, musulmane comprese, che frequentano la Mangiagalli, questa iniziativa ci sembrava doverosa. Ripeto, occorre avere rispetto per tutte le religioni le nostre corsie sono diventate multietniche e proprio per evitare contestazioni o forme di discriminazione, abbiamo deciso di mettere, al posto del crocefisso, l'immagine della Madonna, gradita anche alle donne musulmane".
Così, nella struttura dove le immigrate sono il 30% delle ospiti, con molta discrezione si è iniziato a sostituire i crocifissi. La rivoluzione è partita dal reparto di patologia della gravidanza, quello in cui le donne che rischiano di perdere il bambino restano ricoverate più a lungo.
E le donne cattoliche, a questo punto non possono sentirsi discriminate a loro volta? "Abbiamo pensato anche a questo - ha precisato il direttore sanitario - e laddove ci sarà una richiesta esplicita, siamo pronti a esporre la croce".
L'iniziativa, che non mancherà di far discutere, non ha lasciato completamente soddisfatto Abdelhamid Shaari, capo del centro islamico di viale Jenner a Milano: "È certamente un segno di rispetto per la nostra religione che apprezziamo enormemente. Però sarebbe ancora meglio un muro bianco, perché lo Stato italiano è uno stato laico, e i bambini sono angeli per qualunque religione. Noi chiamiamo Maria la Nostra Signora ed è una figura che rispettiamo e veneriamo. E ringraziamo la Mangiagalli per questo segno di attenzione. Anche se si potrebbe fare meglio".
Qualche bicchiere di troppo ha giocato un brutto scherzo a un sacerdote ortodosso a Floridia (Siracusa). Il religioso è stato arrestato dai carabinieri per aver rapinato una sua connazionale romena. Come denunciato dalla vittima, il prete l'avrebbe aggredita mentre rincasava a calci e pugni per strapparle la borsetta con 55 euro. A quel punto la donna ha avvertito le forze dell'ordine che sono subito intervenute.
Dal suo racconto, la donna si è vista all'improvviso piombare addosso un uomo che ha iniziato a colpirla a calci e pugni e poi le ha strappato la borsa dalle mani, impossessandosi del portafogli con dentro 55 euro. Senza perdersi d'animo, la signora ha subito telefonato al 112. Così, i carabinieri della tenenza di Floridia sono accorsi in pochi minuti e hanno rintracciato il sacerdote poco dopo, ancora nei pressi dell'abitazione della vittima e con addosso il magro bottino dell'aggressione. I militari si sono subito accorti che era completamente ubriaco.
Così Eusebiu Andrei, 40 anni, che, dopo gli accertamenti degli uomini dell'arma, è risultato essere un sacerdote di rito ortodosso, è finito in una cella del carcere di Cavadonna.
Lettera dei deputati ex diessini, verdi e Rifondazione sulla presa di posizione dell'Osservatore Romano che ha definito "terrorismo" le parole del presentatore Andrea Rivera
Primo maggio, la "Cosa Rossa" attacca "Dal Vaticano un attacco spropositato"
E' il primo atto politico che vede insieme Sinistra democratica e sinistra radicale In Senato via libera da Pdci e verdi per il coordinamento unico. Sabato il lancio di Sinistra democratica
ROMA - Un "attacco spropositato" perché "le minacce e il terrorismo sono una cosa troppo seria per confonderle con le parole, sgradite o irriverenti che siano". Prendono carta e penna i parlamentari della "Cosa Rossa", dai mussiani della nascitura Sinistra democratica a Rifondazione e Comunisti, e dicono la loro sulle polemiche scatenate dall'Osservatore Romano contro Andrea Rivera, il presentatore del concertone del Primo maggio che tra una canzone e l'altra si è permesso di dire cose del tipo: "Ha ragione il Papa ad essere contro l'evoluzionismo: la Chiesa non si è mai evoluta". Oppure: "Mi spiace che la Chiesa non abbia concesso i funerali a Welby dopo averli celebrati per Franco, Pinochet e uno della banda della Magliana".
"Lo spropositato attacco alle parole di Andrea Rivera - si legge nella lettera - è molto preoccupante. Non è un paese normale quello in cui diventa un attentato esprimere un'opinione o fare una battuta sulle scelte compiute dalle gerarchie ecclesiastiche. Le minacce e il terrorismo sono una cosa troppo seria per confonderle con le parole, sgradite o irriverenti che siano. Torniamo alla Costituzione che tutela la libertà di espressione. E teniamo tutti i nervi a posto".
A seguire i nomi di deputate e deputati: Lomaglio, Acerbo, Buffo, Cacciari, Aurisicchio, Longhi, Attili, Nicchi, Di Serio, Trupia, Maderloni, Gentili, Grillini, Bandoli, Deiana, Migliore, Sperandio, Falomi, Duranti, De Cristofaro, Ali Rashid, Luxuria, Caruso, Iacomino, Pettinari, Scotto, Leoni, Zanotti.
La lettera si appella al "buon senso" di tutti e alla libertà di espressione garantita dalla Costituzione. Ma il documento, al di là delle singole firme, è l'unica voce a difesa che si alza dalla sinistra ed è il primo passo ufficiale della nuova sinistra a sinistra del Partito democratico.
Sabato gli ex diessini Mussi, Angius e Salvi hanno convocato la riunione (Eur, Palazzo